Si sentono spesso storie di imprenditori che sono partiti con investimenti minimi, con una cifra irrisoria e praticamente da zero. Non tutti però sanno come fare impresa partendo da zero. Eppure, ci sono tanti metodi per riuscire ad avviare un’attività professionale oppure commerciale. Ma quali sono le opportunità per poter avviare un’impresa partendo da zero? Scopriamolo insieme con questa guida a firma lavoroefranchising.com!
Le principali forme giuridiche per aprire un’attività
Le forme giuridiche per l’avvio di un’attività possono essere diverse, infatti, oltre alla ditta individuale e all’apertura della P.IVA come libero professionista, un’altra soluzione è scegliere una forma giuridica societaria.
Attualmente le forme giuridiche aziendali che si possono valutare per avviare un’attività in Italia sono suddivise in: società di capitali, società di persone e società a responsabilità limitata.
Le società di persone prevedono tre diversi assetti giuridici tra cui poter scegliere:
- s: società semplice
- n.c: si tratta di una società di persone in nome collettivo che prevede la diretta responsabilità di coloro che scelgono di avviare insieme l’attività.
- a.s: questa è una forma giuridica che permette l’avvio di una società in accomandita semplice, che prevede soci accomandatari che gestiscono l’attività e soci accomandanti che invece rispondono ai diritti e doveri della società in base alla quota posseduta.
Le società di capitali invece sono pensate per attività multinazionali o che prospettano giri d’affari elevati. Tra le società di capitali ci sono:
- Le società per azioni: per aprire una SPA in genere si deve avere precedentemente un’azienda che abbia un alto fatturato e che possa dunque far avvalere la sua necessità di quotazione in borsa. Inoltre, per aprire una SPA è necessario un capitale sociale di minimo 50 mila euro. Per quotarsi in borsa, invece, è necessaria una IPO iniziale e avere tutti i presupposti per immettere le azioni della propria società sul mercato.
- Le società in accomandita per azioni prevede la coesistenza di due diversi gruppi di azionisti: i soci accomandanti che sono esclusi dall’amministrazione e che hanno una responsabilità limitata e i soci accomandatari che invece sono gli amministratori di diritto e sono completamente responsabili.
Infine, ci sono le società a responsabilità limitata ossia:
- La SRL: questa società a responsabilità limitata può essere sia unipersonale (aperta da una sola persona) sia avviata insieme ad altri soci. Per aprire una SRL è necessario un capitale sociale minimo di 10 mila euro, inoltre è necessario andare dal notaio per poter avviare la propria società nel rispetto dell’attuale normativa.
- La SRLs: invece è una società a responsabilità limitata semplificata che permette di avviare la società con un capitale sociale di 10 euro. Inoltre, l’apertura si svolge in via telematica e i costi d’apertura e del notaio che notifica l’atto costitutivo sono fissi, e inferiori a quelli di una SRL tradizionale.
La scelta della forma giuridica dipende dal tipo di attività che si vuole aprire e anche dalle proprie esigenze in termini di protezione del patrimonio personale. Infatti, le società per azioni e quelle a responsabilità limitata prevedono una protezione del patrimonio personale dei soci, mentre nelle altre situazioni si è anche personalmente responsabili in caso di debiti o di fallimento della società e bisogna ripagare quanto dovuto con il proprio capitale personale.
Come si apre un’azienda? Iter e requisiti richiesti
Come si apre un’azienda? L’avvio di un’attività varia sulla base della tipologia di forma giuridica che si sceglie di aprire. In linea generale, facendo riferimento all’avvio di una SRL o di una società di persone, ci sono comunque dei passi specifici da seguire per aprire un’azienda.
Il primo step è la registrazione e apertura di una Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate con il giusto codice ATECO che deve identificare in modo corretto la propria attività.
Dopo aver aperto la P.IVA bisogna presso la Camera di Commercio di riferimento effettuare l’Iscrizione dal Registro delle Imprese.
Mandata la comunicazione di avvio dell’attività alla Camera di Commercio e aperta la P.Iva viene richiesta la procedura di inizio attività. In questo caso, bisogna compilare e inviare al Comune di riferimento la SCIA. La comunicazione di Inizio Attività deve essere comprovata entro 30 giorni altrimenti entra in gioco il cosiddetto silenzio/assenso.
Oltre a questo iter burocratico è necessario anche informarsi su base nazionale, regionale o comunale se ci sono dei regolamenti specifici da rispettare sulla base dell’attività che si vuole aprire. Ad esempio, i ristoranti e i bar devono possedere anche l’attestato SAB, l’attestato per la vendita di alcolici rilasciato dall’Agenzia dei Monopoli e delle Dogane, e l’attestato sanitario HCCP.
Dunque, sulla base delle attività bisogna informarsi bene sulla documentazione e sui relativi permessi necessari attraverso il supporto di un esperto commercialista.
Come aprire un’azienda all’estero?
E se volessi aprire un’azienda all’estero? L’apertura di un’azienda all’estero è necessario capire quali sono le leggi e i regolamenti burocratici del paese di riferimento. Per capire la legislazione relativa al paese in cui si vuole aprire la propria attività, bisogna affidarsi a un commercialista o un avvocato del luogo.
Infatti, le leggi cambiano molto da un paese all’altro e non ci sono normative unificate in Europa che possano essere assimilabili a quelle italiane. Se si esce fuori dall’Europa sicuramente è ancora più complesso comprendere e avere supporto nell’avvio di un’attività.
In ogni caso prima di scegliere di aprire un’attività all’estero bisogna: trasferire la residenza dove si vuole aprire l’attività, bisogna avere già un capitale iniziale per aprire l’attività, ci si deve inoltre registrare all’AIRE ossia all’Anagrafe per gli italiani che stabiliscono la propria residenza all’estero.
Aprire un’attività professionale o da freelance
Oggi è possibile avviare un’impresa partendo da zero sfruttando le proprie competenze in un determinato settore. Per i liberi professionisti i costi iniziali per aprire un’attività in proprio sono contenuti. Infatti, a parte i costi necessari per l’apertura della Partita IVA che può andare dai 500 ai 1500 euro circa, si può iniziare a svolgere il proprio lavoro anche a casa propria, creando l’ufficio direttamente nella propria abitazione. In questo modo, si abbattono le spese per un ufficio e si potrà iniziare a guadagnare senza aver fatto un investimento eccessivo.
I freelance online come i liberi professionisti appartenenti a specifiche casse professionali possono aprire un’attività con costi che rasentano lo zero. Anche in questo caso si deve pagare il commercialista per l’apertura della Partita IVA. Dopo di ché a parte competenze specifiche in un settore ben determinato come ad esempio: nel web writing, scrittura, web developing ecc…bisognerà solo avere a portata di mano un PC e mettersi d’impegno per trovare dei clienti online disposti a pagare per il servizio offerto.
Aprire un’attività commerciale in dropshipping
Un’altra impresa che si può avviare partendo praticamente da zero è il dropshipping. Il dropshipping prevede la vendita di prodotti creati da altri produttori e aziende, da un proprio sito web. In questo caso, non ci si occupa né della gestione del magazzino né dell’invio dei prodotti veri e propri.
L’unica cosa che si deve fare e pubblicizzare con il proprio sito web e contatti social i prodotti che si vogliono mettere in vendita. In questo caso, bisogna operare con una Partita IVA commerciale. Per avviare un’attività con il dropshipping è necessario oltre all’apertura della Partita IVA ed eventuale società dal commercialista, che può avere un costo di circa 2 mila euro, anche pagare per la costruzione del sito web nel caso in cui non lo si sappia fare da soli. Con alcuni gestionali, software e programmi è possibile comunque aprire facilmente il proprio e-shop senza costi eccessivi.
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Aprire un’e-commerce in franchising
A differenza del dropshipping, aprire un’e-commerce in franchising richiede innanzi tutto che ci si affili ad un brand o network. Per l’affiliazione alcuni brand richiedono una somma d’ingresso che può andare dai 500 ai 5000 euro. Dopo aver deciso il brand in franchising al quale affiliarsi per la propria attività online con un e-commerce, si dovrà considerare anche l’investimento per la creazione dello shop online e per la pubblicizzazione. L’avvio di questa impresa non è proprio a costo zero, ma comunque ha bisogno di un investimento al quanto ridotto rispetto all’apertura di un’attività commerciale o imprenditoriale tradizionale.
Consigli per avviare un business da zero
Per avviare un business o creare un’impresa da zero ti voglio aiutare fornendoti dei suggerimenti per riuscire a ottenere la tua attività anche senza avere una base di partenza a livello economico e finanziario.
Creare un business plan
Il primo passo per riuscire a realizzare un Business Plan e avere bene in mente quale attività si vuole avviare. Che sia a livello professionale, imprenditoriale oppure commerciale bisogna stilare un piano d’azione che richiede:
Stilare gli obbiettivi da raggiungere: bisogna trascrivere gli obbiettivi che si vogliono raggiungere con la propria attività. Ad esempio: avere un tot di clienti entro la fine dell’anno; ottenere un fatturato X nei primi mesi, migliorare la propria attività imprenditoriale e ampliarla; assumere del personale ecc…
Fissare i costi iniziali: anche se prevedete un costo non eccessivo per l’avvio della vostra attività imprenditoriale, è bene stilare i pochi costi iniziali che si devono sostenere in questo momento.
Determinare i possibili guadagni: stilare i profitti che si possono ottenere dalla vendita di prodotti o servizi specifici è molto importante per capire in quanto tempo si rientrerà dell’investimento e quando si potranno ottenere i primi guadagni o meno.
Definire il piano pubblicitario: nel business plan si possono inserire anche i propri obbiettivi per riuscire ad ampliare l’esposizione della propria attività mediante il piano pubblicitario online e offline.
Come scegliere la giusta attività sulla quale investire
Per capire come avviare un’impresa a tasso zero bisogna anche scegliere quale sia la giusta attività sulla quale investire. Se si hanno delle competenze specifiche, sicuramente la cosa migliore è optare per un percorso professionale. Se invece si hanno mire in ambito commerciale allora il consiglio è di optare per un’attività in franchising che ti può semplificare l’avvio di un’impresa, e anche aiutarti a limitare i costi. Infatti, che sia un franchising online oppure con una sede fisica, spesso a fronte della fee d’ingresso, il franchisor offre anche la possibilità di: ottenere il mobilio, la formazione, un supporto per la gestione, la prima fornitura di prodotti ecc…
Chiedere un finanziamento in banca oppure a fondo perduto
Infine, se si ha una cifra da investire prossima allo zero, dato che comunque c’è un costo minimo da corrispondere per l’avvio della propria attività, si consiglia di chiedere un finanziamento in banca oppure accedere a un sistema di prestito a fondo perduto a livello regionale, nazionale oppure europeo.
Se si richiede un finanziamento in banca per l’avvio della propria attività, oltre al proprio business plan sarà necessario anche fornire una garanzia come ad esempio: un contratto di lavoro a tempo indeterminato oppure un immobile di proprietà.
Se invece si richiede un prestito a fondo perduto a livello regionale, nazionale oppure europeo oltre a illustrare in modo ottimale il progetto, si dovranno anche rispettare in modo attento tutti i requisiti richiesti dal bando. I bandi regionali possono essere trovati sul sito o nella bacheca della regione di competenza. Quelli nazionali di solito sono organizzati da Invitalia, come ad esempio il bando Start Up o Resto al Sud. Infine, quelli europei, che sono destinati a progetti innovativi nel campo delle rinnovabili, oppure medici scientifici, devono essere richiesti partecipando ai bandi dell’Unione Europea che si possono trovare sul sito ufficiale.
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