Cosa dice la normativa vigente per quanto riguarda i franchising di canapa legale? Quali sono i limiti ai quali siamo costretti a sottostare nel caso in cui volessimo appunto vendere prodotti a base di canapa light?
Come purtroppo spesso avviene nel nostro Paese, dove a norme già relativamente confuse a livello nazionale si sovrappongono quelle di tenore europeo, la situazione non è sempre chiarissima ed è per questo che abbiamo deciso di riassumere le normative vigenti, per indicare una strada il più possibile chiara per gli imprenditori, presenti e futuri, del settore.
Le normative di riferimento
Ci sono in realtà diverse normative che si sovrappongono e che contribuiscono al quadro legislativo canapa legale, che sia commercializzata attraverso franchising o attraverso soluzioni commerciali in proprio.
Sul tema, ad ulteriore chiarificazione, è intervenuta una recente circolare del Ministero dell’Interno, che ha fissato in modo relativamente più chiaro i limiti che vengono imposti a coltivatori e a commercianti.
- Si può possedere e commerciare canapa che abbia un contenuto in THC inferiore allo 0,2%;
- Esiste una soglia di esenzione fino allo 0,6%, per quanto riguarda eventuali procedimenti civili, amministrativi e penali, soltanto limitatamente agli agricoltori;
La recente circolare dunque, che si è innestata sull’impianto della legge 242 del dicembre 2016, divide in due insiemi nettamente separati gli agricoltori da una parte e commercianti dall’altra.
Per i primi è possibile coltivare e commerciare canapa con contenuto in THC inferiore allo 0,2 e non esiste alcun tipo di sanzione nel caso in cui dovessero essere trovati in possesso di varietà con concentrazioni superiori allo 0,2% ma inferiori allo 0,6%.
Per i secondi, ovvero per i commercianti e per i consumatori finali, il limite duro rimane quello dello 0,2%.
Anche la cassazione si è espressa sulla vendita di prodotti a base di canapa
Sulla questione è anche intervenuta recentemente la Cassazione, che ha ribadito la liceità della vendita di prodotti a base di canapa che abbiano un contenuto in THC inferiore allo 0,2%. Viene ribadita inoltre l’interpretazione secondo la quale non può costituire base per un procedimento penale il possesso e/o la vendita di prodotti a base di canapa light.
A prescindere da quale sarà poi l’interpretazione della giurisprudenza a riguardo, rimarrà il precedente solido e difficilmente superabile della sentenza di Cassazione.
Non dovrebbero esserci profili di problematicità per quanto riguarda dunque la vendita di canapa light e di prodotti derivati anche in Italia, in franchising o in proprio, a patto che ovviamente siano rispettati i profili massimi di contenuti di THC stabiliti dalla legge.
Il modo migliore per evitare problemi è inserirsi in un network di franchising
La situazione legislativa sembrerebbe, almeno sulla carta, chiara, anche se permangono comunque preoccupazioni importanti, soprattutto alla luce di circolari ministeriali che hanno intensificato i controlli e che hanno messo in allarme tutti o quasi gli operatori del settore.
Non siamo assolutamente, per legge, in una zona grigia – ma comunque ci troviamo a dover affrontare il commercio in un settore inviso a molti e che continuerà ad avere qualche problemino nel futuro più prossimo.
Il modo migliore per mettersi al riparo da qualunque tipo di problematica rimane quello di operare sul mercato in affiliazione franchising per la canapa light, garantendosi tutta una serie di sicurezze e di tutele che ti permetteranno di operare senza troppi problemi e senza preoccupazioni.
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Quello della marijuana light o legale è un settore in continua e costante espansione ed è davvero una delle migliori opportunità imprenditoriali che hai a disposizione oggi per investire, per crearti un lavoro, creare occupazione e profitti.
Ci sono rischi legali in questo settore?
No. Al momento attuale, con le leggi attualmente in vigore, si è più che tutelati, a patto ovviamente di operare nel rispetto dei limiti sopra descritti. QUei pochi che stanno avendo problemi, stanno operando in una zona grigia che oltre che attirare l’attenzione delle autorità, non è perfettamente coperta dalla legge.
Non dovresti avere dunque alcun timore di operare in questo settore. Può essere davvero quanto di più redditizio puoi trovare, in franchising o meno, soprattutto se non hai enormi capitali da investire.
Che ne sarà del futuro?
Che si torni indietro è altamente improbabile e che, almeno con il presente governo, ci siano ulteriori aperture, è altrettanto improbabile.
Per chi vuole diventare imprenditore del settore i calcoli vanno fatti tenendo conto dello spazio attualmente disponibile, senza sperare in un cambiamento di orizzonti che, ripetiamo, al momento sembra estremamente improbabile.
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