Franchising Green: le opportunità per un business sostenibile nel 2025

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Chi lavora nel franchising da anni sa bene che la sostenibilità è diventata un criterio concreto di scelta per imprenditori, consumatori e investitori. E non parliamo solo di prodotti ecologici o di etichette verdi: il cambiamento passa da modelli di business solidi, replicabili e coerenti con una nuova idea di economia. Nel 2025, le opportunità nel franchising green sono più numerose e strutturate che mai.

Scegliere un franchising sostenibile oggi significa entrare in un mercato con una domanda crescente, una reputazione solida e un orientamento futuro. Ma serve attenzione: non tutto ciò che si presenta come “green” lo è davvero, e non tutti i format sono adatti allo stesso tipo di investitore.

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1. Negozi di prodotti biologici e alimentazione naturale

Se vuoi entrare nel mondo dei franchising green, una delle aree di investimento maggiormente conosciute è legata alla vendita di alimenti e prodotti biologici e destinati all’alimentazione naturale.

I format in franchising sono consolidati e offrono assortimenti ampi, layout funzionali e una logistica che consente rifornimenti rapidi anche per punti vendita di piccole dimensioni. Il cliente di questi negozi è spesso molto informato: si aspetta trasparenza, coerenza e standard elevati. Ecco perché è meglio evitare un’improvvisazione, e affidarsi a un marchio consolidato come quelli del franchising.

Inoltre, si tratta di un mercato in ascesa, infatti, come ribadito anche da Il Punto della Coldiretti, le vendite alimentari dei prodotti biologici sul mercato nazionale superano i 6,5 miliardi di euro, consolidando un andamento sempre più positivo.

Ma quanto costa aprire un negozio di prodotti biologici? In franchising il costo può andare tra i 20 e i 40 mila euro, comprese le fee d’ingresso e in genere richiede locali da almeno 60 mq. I margini di guadagno vanno dal 10 al 15% sul prodotto, inoltre è un mercato che offre un tasso di fidelizzazione molto alto.

Per aprirlo non ci sono requisiti specifici, bisogna semplicemente essere maggiorenni, avere una passione per i prodotti biologici e avere delle competenze nell’ambito del commercio, almeno basilari.

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2. Mobilità elettrica e micro-sharing

Un settore ancora giovane, ma con potenzialità altissime, infatti secondo i dati del Rapporto sulla Sharing Mobility, si contano ben 25 milioni di chilometri effettuati semplicemente con il bikesharing, con le biciclette elettriche, e in generale i dati del 2024 al momento in elaborazione, suggeriscono comunque un aumento di domanda per i mezzi della mobilità elettrica.

Si va dalle microstazioni di noleggio e-bike o monopattini elettrici, alle attività di assistenza e vendita di mezzi green. Alcuni network puntano sulla formula corner dentro distributori o stazioni ferroviarie; altri propongono veri e propri centri di mobilità urbana.

Qui il franchising serve a standardizzare i processi e a garantire tecnologie affidabili. I gestori devono essere rapidi nell’analisi dei flussi, nella gestione delle ricariche e nel rapporto con gli enti locali.

I costi di apertura sono variabili, in genere con il franchising che offre già a un ampio parco di biciclette e monopattini elettrici, vanno dai 5 mila fino ai 40 mila euro. Per quanto riguarda il rientro sull’investimento questo può avvenire in circa 12 mesi, i guadagni possono essere ottimi e potrebbero permettere di ottenere cifre a partire dai 2 mila euro al mese.

Non c’è bisogno di specifici requisiti, basta un’alta sensibilità ambientale, buona capacità logistica, e interesse per la tecnologia.

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3. Servizi di riciclo, rigenerazione e riduzione rifiuti

Secondo i dati del CRIBIS l’Italia è al primo posto in Europa per il riciclo dei rifiuti in modo green grazie a un tasso complessivo dell’85,6% nel 2024. Il mercato dei servizi per riciclo e riduzione dei rifiuti dunque continua a crescere, grazie al ruolo sempre più rilevante dell’economia circolare sia per i privati sia per le aziende. Il franchising è una soluzione ideale per riuscire ad aprire un centro che supporti l’economia circolare, ad esempio, scegliendo tra soluzioni quali: centri per la rigenerazione di smartphone e tablet, servizi di ritiro e trattamento oli esausti, lavanderie ecologiche, franchising di distributori di acqua potabile. Ogni format intercetta una fetta di domanda che prima non aveva risposte organizzate.

L’investimento iniziale per entrare in uno di questi settori va dai 5 mila fino ai 20 mila euro circa. In genere, si ottiene un punto di pareggio con l’investimento nell’attività in poco tempo, con guadagni che possono superare anche i 2000 euro. Per quanto riguarda le competenze: non sono richieste competenze pregresse, nella maggior parte dei casi è il franchising a offrire la formazione.

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4. Moda sostenibile e accessori eco-friendly

Il settore fashion è tra i più inquinanti al mondo, ed è per questo che si è reso sempre più necessario un approccio etico alla moda. Così sono nati sempre più marchi di accessori e abbigliamento eco friendly che propongono: accessori in tessuti naturali, materiali rigenerati o linee a ciclo chiuso. Alcuni franchising propongono veri e propri concept store con collezioni capsule, altri puntano sulla personalizzazione.

Il consumatore, in questo caso, è attratto tanto dall’estetica quanto dal messaggio. La narrazione del brand, l’esperienza in store, il contesto locale: tutto diventa parte integrante dell’acquisto. Il costo medio d’ingresso in quest’attività è tra i 45 mila e gli 80 mila euro, fino ai 150 mila euro per l’apertura di un negozio di marchi in franchising molto famosi.

La formazione in generale è curata direttamente dal marchio che aiuta a comprendere come avviare e gestire al meglio la propria attività. Non sono richiesti specifici requisiti se non quello di avere una forte passione per la moda e la sostenibilità. I guadagni sono ottimali, grazie a margini fino al 30% sul prezzo di acquisto del prodotto.

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5. Ristorazione biologica

Crescono le formule di food franchising orientate alla sostenibilità, con locali che uniscono alimentazione vegana o vegetariana a packaging compostabili, filiere corte, arredi riciclati. Alcuni format sono 100% plastic free, altri lavorano solo con ingredienti locali, bio e a chilometro zero.

Per aprire un ristorante in franchising, però bisogna considerare che ci sono delle procedure burocratiche precise ed è necessario avere requisiti come: corso SAB di almeno uno dei soci dell’attività, corso HACCP per tutti quelli che lavorano nel ristorante.

Anche i costi sono più alti, infatti questi partono dai 50 mila euro fino ai 200 mila euro per i format più complessi. I ritorni sull’investimento invece sono ottimali, con oltre il 50% di ritorno sui prodotti che si acquistano per le preparazioni e guadagni promettenti superiori ai 4 mila euro al mese.

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