Quanto costa aprire un fast food o un ristorante? Questa è una delle domande che si pongono tutti coloro che vogliono avere un futuro nel mondo della ristorazione.
In quest’ambito, infatti, una delle prime cose da considerare è proprio sono i costi da supportare per riuscire ad avviare la propria attività ed aprire un fast food oppure un ristorante tradizionale.
Scopriamo insieme con questa guida a firma lavoroefranchising.com dunque quali sono i costi burocratici e quelli societari per riuscire ad aprire un fast food oppure un ristorante.
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Come creare un business plan per un fast food o ristorante
L’avvio di un fast food in franchising inizia con un sommario esecutivo efficace che sintetizzi la visione della tua impresa. Questo sommario dovrebbe esporre chiaramente la mission, la struttura organizzativa, la location prevista e i dati fondamentali del business.
Successivamente, è indispensabile condurre un’analisi dettagliata del mercato. Identifica il tuo pubblico target, studia i competitor nella tua area geografica e osserva i trend attuali nel settore dei fast food. Questa fase ti aiuterà a comprendere il contesto in cui opererai e ad affinare la tua proposta commerciale.
In termini organizzativi, dovrai delineare la struttura legale dell’impresa e presentare il team di gestione. Il team dovrebbe possedere competenze e esperienze rilevanti nel settore, essendo questo un elemento chiave per attrarre investitori e partner.
Quando passi alla descrizione dei prodotti o servizi, presenta in modo chiaro e dettagliato ciò che il tuo fast food offrirà. Identifica i fornitori principali e descrivi i processi di produzione e servizio al cliente, mettendo in luce eventuali elementi distintivi o innovativi.
Una strategia di marketing ben congegnata è fondamentale. Definisci il posizionamento del tuo brand nel mercato, progetta campagne promozionali efficaci e seleziona i canali di vendita più adatti per raggiungere il tuo target. Questa sezione dovrebbe riflettere una profonda conoscenza del tuo pubblico e una comunicazione mirata e persuasiva.
Il piano operativo sarà il cuore pulsante del tuo business plan. Descrivi con precisione le operazioni quotidiane, dalla gestione del personale agli inventari. Inoltre, fornisci dettagli specifici sulla location, spiegando perché è strategica e come contribuirà al successo dell’impresa.
L’ultima parte, ma non meno importante, è il piano finanziario. Devi elaborare proiezioni finanziarie accurate per i primi 3-5 anni, effettuare un’analisi di break-even e dettagliare l’investimento iniziale necessario. Questa sezione è cruciale per monitorare la salute finanziaria dell’impresa nel tempo e per attrarre potenziali investitori.
Concludi il business plan con un’appendice che includa documenti, grafici e tabelle aggiuntive per supportare e approfondire le informazioni presentate nelle sezioni precedenti.
Aprire un fast food o ristorante: costi burocratici
Aprire un fast food oppure un ristorante prevede inizialmente dei costi legali che vanno dall’apertura della Partita IVA fino ad altre tasse da corrispondere allo Stato, al Comune e al commercialista.
- Apertura di una ditta individuale: circa 500 euro
- In caso d’apertura di una SNC o SRL: 1500 euro fino ai 3 mila euro
- Costi per la certificazione della vendita di alcolici 16 euro per marca da bollo
- Autorizzazione ed esposizione insegna dal Comune e pagamento della relativa tassa
- Parcella del commercialista: circa 1500 euro
Per le pratiche legali destinate ad avviare un ristorante o fast food prevedono una somma che va dai 3500 fino ai 4 mila euro circa.
Quanto costano le attrezzature per un ristorante o fast food
I costi per le attrezzature di un ristorante o fast food prevede la considerazione di diversi costi. In linea generale possiamo fare una stima:
- 12 mila euro per l’acquisto delle stoviglie e degli strumenti
- 50 mila euro per comprare macchinari da cucina e attrezzature
- 15-20 mila euro per l’arredamento del locale
Quindi i costi per le attrezzature per un fast food oppure per un ristorante prevedono una somma tra gli 80 e i 120 mila euro circa.
Costi fissi
Quando si apre un ristorante oppure un fast food per fare un corretto business plan sarebbe consigliabile anche considerare i costi fissi. Tra questi troviamo:
- Tra i 4 e gli 8 mila euro al mese per il personale a seconda del numero d’impiegati
- 10 mila euro per acquistare la fornitura di materie prime e di consumo
- Tra i 2 e i 4 mila euro per la fornitura di acqua, gas o luce
- Tra i 1000 al 5 mila euro al mese per il mutuo d’acquisto di un locale oppure per l’affitto
- Circa 200 euro al mese per l’assicurazione del locale
Le spese fisse, dunque, vanno dai 20 mila fino ai 40 mila euro al mese. Le somme cambiano a seconda al numero di clienti che si hanno mensilmente e al tipo di preparazioni che si effettuano.
Aprire un fast food o ristorante: costi burocratici
Aprire un fast food oppure un ristorante prevede inizialmente dei costi legali che vanno dall’apertura della Partita IVA fino ad altre tasse da corrispondere allo Stato, al Comune e al commercialista.
- Apertura di una ditta individuale: circa 500 euro
- In caso d’apertura di una SNC o SRL: 1500 euro fino ai 3 mila euro
- Costi per la certificazione della vendita di alcolici 16 euro per marca da bollo
- Autorizzazione ed esposizione insegna dal Comune e pagamento della relativa tassa
- Parcella del commercialista: circa 1500 euro
Per le pratiche legali destinate ad avviare un ristorante o fast food prevedono una somma che va dai 3500 fino ai 4 mila euro circa.
Costi per le attrezzature
Dopo i costi burocratici tra quelli da considerare ci sono quelli per le attrezzature. Le attrezzature sono uno degli elementi più importanti all’interno delle attività ristorative, in quanto è da queste che dipendono sia le performance che si otterranno durante la preparazione degli alimenti sia quelle in termini di tempistiche per preparare e servire il cibo ai commensali.
Tra le attrezzature necessarie in attività come i fast food e i ristoranti ci sono:
- Forno elettrico per pizzeria e preparazioni salate: il forno è molto importante in quanto serve a preparare le pizze, ma anche i rustici, i panini e tutte quelle preparazioni salate che contraddistinguono questa attività. Nello specifico i forni professionali hanno costi che si aggirano intorno ai 4 mila euro circa.
- Strumenti per la preparazione degli hamburger: preparare gli hamburger da zero rispetto a comprarli già fatti determina un forte risparmio. Ecco perché comprare una pressa per hamburger e una macina carne è molto importante per la preparazione di hamburger di qualità. Questi hanno un costo di circa 2000 euro se si vogliono prodotti in acciaio inossidabile e di qualità.
- Piastra per panini e per cottura della carne: è bene acquistare una piastra ampia che sia in ghisa e presenti sia una parte zigrinata sia una parte liscia. In questo modo sarà possibile dedicare una parte alla preparazione di alimenti come hamburger, bacon e pancetta e un’altra per grigliare panini e piadine. Una piastra professionale ha un costo di circa 3 mila euro.
- Friggitrice: in ogni fast food o ristorante che si rispetti è necessario avere anche nel menù dei prodotti fritti, dai calzoni fritti, alle stuzzicherie fino alle più richieste patatine fritte. La friggitrice, dunque, a gas oppure elettrica, è una delle attrezzature imprescindibili. In media una buona friggitrice con due cestelli costa tra i 2500 e i 4000 euro circa.
- Frighi e congelatori professionali con indicatori di temperatura: come previsto sia dalle norme dell’HCCP sia dalla legge sanitaria, le attività come ristoranti, pizzerie e fast food devono avere frigoriferi e congelatori, ed eventualmente abbattitori, realizzati in acciaio inossidabile. Inoltre, tutti devono avere una sonda che permetta la rilevazione giornaliera delle temperature che deve essere poi inserita all’interno dell’apposita documentazione sanitaria. Questi hanno un costo a partire dai 3 mila euro circa.
- Banconi: i banconi devono essere in acciaio inossidabile o in marmo/granito, per garantire che le operazioni di pulizia vengano svolte in modo corretto. I banconi devono essere professionali e avere anche un’altezza che sia adeguata al lavoro, per consentire ai lavoratori di svolgere agevolmente le preparazioni. I banconi partono dai 1000 euro in su.
- Affettatrice e minuteria da cucina: infine, non bisogna dimenticare la necessità di avere un’affettatrice e della minuteria da cucina. L’affettatrice deve essere verticale oppure orizzontale realizzata in acciaio e deve avere un diametro ampio per poter affettare anche salumi di grandi dimensioni. La minuteria da cucina, che va dai mestoli, alle forchette, palette e tutti i piccoli strumenti per le preparazioni deve essere acquistata sulla base delle proprie necessità e del menù che si propone. In media affettatrice e minuteria hanno costi che superano i 10 mila euro.
Infine, bisogna considerare la minuteria per la sala ossia: posate, tovagliati, bicchieri, piatti, prodotti per il take away. Questi hanno un costo minimo iniziale intorno agli 8 mila euro circa.
Costi di arredo
Tra i costi da considerare ci sono quelli destinati all’arredamento del locale. In questo caso molto dipende dal tipo di stile che si vuole dare al locale, se si ha una sala più o meno grande per ospitare i clienti, se si offre un servizio al tavolo o semplicemente d’asporto o self service.
Queste sono tutte considerazioni che bisogna fare prima di aprire l’attività e di dettagliare i costi dell’arredo, perché permettono poi di fare i giusti acquisti in termini di arredamento. In media, possiamo dire che per arredare un ristorante o fast food sono necessari:
- Tavoli e sedie: in questo caso i costi vanno da un minimo di 5 mila euro per sale piccole e con pochi posti, fino ai 20 mila euro per sale più grandi.
- Arredo del locale e zona cassa: le madie, le credenze, scaffalature, lampade, scrivania o bancone per la cassa. Questi elementi possono davvero influenzare il costo finale degli arredi; quindi, è complesso dare una cifra precisa anche se possiamo dire che in media sono spese che possono raggiungere anche i 20 mila euro circa.
In linea generale, dunque, per l’arredamento del locale i costi possono andare da un minimo di 25 mila euro fino anche ad oltre 40 mila euro.
Spese in marketing e pubblicità
Aprire un locale vuol dire anche sostenere delle spese nel campo del marketing e della pubblicità. Bisogna investire in diversi strumenti come:
- Pubblicità locale
- Volantinaggio
- Cartellonistica stradale
Insegna (per la quale è necessario chiedere anche un’autorizzazione al comune se si pone sul suolo pubblico)
Attività di marketing digitale: ad esempio creazione del sito web, gestione dei social network, ads online su Google e sui social.
Creazione di un’applicazione: oggi molti locali e fast food investono anche nella realizzazione di un’applicazione sia per gli ordini dei clienti sia per riuscire a fidelizzarli.
In media i costi che sono necessari in marketing e pubblicità vedono una spesa complessiva che può oscillare tra i 5 e i 10 mila euro circa.
Costi fissi
Quando si apre un ristorante oppure un fast food per fare un corretto business plan sarebbe consigliabile anche considerare i costi fissi. Tra questi troviamo:
- Tra i 4 e gli 8 mila euro al mese per il personale a seconda del numero d’impiegati
- 10 mila euro per acquistare la fornitura di materie prime e di consumo
- Tra i 2 e i 4 mila euro per la fornitura di acqua, gas o luce
- Tra i 1000 al 5 mila euro al mese per il mutuo d’acquisto di un locale oppure per l’affitto
- Circa 200 euro al mese per l’assicurazione del locale
Le spese fisse, dunque, vanno dai 20 mila fino ai 40 mila euro al mese. Le somme cambiano a seconda al numero di clienti che si hanno mensilmente e al tipo di preparazioni che si effettuano.
Costi per il personale
Infine, a tutte le spese sopracitate bisogna aggiungere anche quelle per il personale. In media in un fast food o ristorante c’è bisogno di avere del personale qualificato in cucina, poi servono aiutanti e camerieri. I costi dei dipendenti assunti devono essere suddivisi in:
- Stipendio netto: ossia lo stipendio che in base al CCNL di appartenenza viene dato al dipendente.
- Spese previdenziali: ossia le spese, che in base alle ore di assunzione, servono a coprire i contributi dei dipendenti.
- Spese di assicurazione INAIL: per ogni dipendente è necessario pagare anche l’assicurazione INAIL per gli eventuali incidenti sul lavoro.
Queste spese fisse hanno costi che possono aggirarsi da un minimo di 2000 euro fino anche a 4000 euro al mese per ogni dipendente a seconda di inquadramento, livello di assunzione e ore di lavoro per contratto.
Tutti i principali finanziamenti per aprire un fast food
I finanziamenti per l’avvio di una nuova attività come un fast food o una pizzeria che sono attualmente accessibili, anche con finanziamenti a fondo perduto, attualmente sono:
- Programma Resto al Sud: si tratta di un finanziamento che viene dato con parte a fondo perduto, e una percentuale a tasso agevolato a tutti coloro che scelgono di aprire un’attività commerciale nel Sud Italia. In questo caso è possibile ottenere un finanziamento che copra il 100% della somma prevista per l’apertura del locale, con un massimo però di cinquantamila euro per socio, senza poter richiedere però più di 200.000 euro.
- Bonus ristoranti 2024-2025: questo incentivo che è stato approvato nel corso del 2024 e che è disponibile anche nel 2025 con una richiesta al MIPAAF attraverso il portale di Invitalia, permette di ottenere fino a 30 mila euro a fondo perduto per comprare macchinari e attrezzature. Questo finanziamento è disponibile solo per i giovani diplomati che hanno meno di 30 anni al momento della richiesta e che devono aprire un’attività nel settore della ristorazione.
- Nuova Legge Sabatini: la nuova Legge Sabatini approvata nel 2024, permette di accedere a un incentivo pensato per tutte le PMI italiane. Questo incentivo permette di ottenere un contributo a fondo perduto sia sui finanziamenti bancari per comprare nuove attrezzature sia sul leasing per attrezzature e macchinari nuovi.
Infine, chi vuole aprire un’attività può chiedere alle banche oppure alle società finanziarie un prestito per le imprese. Il prestito può essere richiesto sottoforma di finanziamento per gli imprenditori oppure come mutuo chirografario. In entrambi i casi saranno necessarie delle garanzie finanziarie e anche un business plan accurato che permetta alla banca di costatare i costi da sostenere e l’ammontare complessivo del finanziamento.
Aprire un fast food in franchising: conviene?
Dal punto di vista dei costi, dobbiamo vagliare anche la possibilità di aprire un fast food in franchising o un ristorante affidandosi a grandi marchi che offrono questo tipo di contratto.
Quando si contempla l’idea di avviare un’attività nel settore della ristorazione rapida, la scelta di optare per un modello di franchising è una considerazione rilevante.
Questa opzione può rappresentare una strada attrattiva e vantaggiosa sotto vari aspetti, soprattutto dal punto di vista economico.
Aprire un fast food o un ristorante in autonomia, senza l’affidamento a marchi consolidati, può comportare un investimento iniziale sostanzioso, che in alcuni casi può raggiungere o superare i 120 mila euro.
Questa cifra copre diverse spese necessarie per l’avviamento, tra cui l’acquisto di attrezzature, l’arredamento, le licenze e permessi necessari, oltre ai costi operativi preliminari.
In contrasto, avviare un fast food in franchising può risultare in una spesa iniziale nettamente ridotta.
Con un investimento che può variare dai 30 ai 50 mila euro, aprire in franchising offre un pacchetto che generalmente include formazione per il franchisee e il personale, l’arredo necessario, attrezzature di qualità, sistemi di cassa avanzati e, non meno importante, l’affiliazione con un marchio già noto e apprezzato sul mercato.
Nel contesto specifico della ristorazione più tradizionale, i costi per aprire un ristorante in franchising sono leggermente superiori, oscillando tra i 40 e i 100 mila euro. Tuttavia, questa cifra rappresenta un investimento ben ponderato, considerando i benefici inclusi.
Optare per un franchising significa infatti ricevere un supporto continuativo, l’accesso a strategie di marketing collaudate e la possibilità di sfruttare la notorietà e la reputazione di un brand riconosciuto, fattori che possono facilitare significativamente il processo di avvio e crescita dell’attività.
Un’attenta valutazione dei costi è fondamentale, ma è altrettanto importante considerare il potenziale di mercato e il sostegno offerto dal franchisor. Un marchio forte e consolidato può garantire una visibilità immediata e un flusso costante di clienti fin dai primi giorni di apertura, riducendo il tempo necessario per affermarsi nel mercato locale e iniziare a generare profitti.
Se ben calcolato e attentamente ponderato, l’investimento richiesto per aprire un fast food o un ristorante in franchising può essere non solo conveniente, ma anche propizio per chi desidera intraprendere un percorso imprenditoriale nel mondo della ristorazione con il supporto e la sicurezza forniti da un brand di successo e affidabile.
La chiave del successo risiede nella scelta accurata del marchio partner e in una gestione oculata e dedicata dell’attività. Con questi ingredienti, il franchising nel settore alimentare può rivelarsi un’opzione vincente e redditizia.
Visita la sezione dei: franchising nel settore ristorazione e fast food oppure la sezione franchising patatine e friggitorie
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