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L’impresa non deve essere per forza convenzionale. I mercati cambiano rapidamente, così come cambiano velocemente quello che i consumatori chiedono al mercato.
La coltivazione della lavanda si colloca esattamente al crocevia del nuovo modo di fare business. Da un lato, infatti, abbiamo un prodotto ormai conosciuto da millenni, che è da sempre parte integrante del nostro modo di vivere e della nostra cultura.
Dall’altro abbiamo, se vogliamo, una riscoperta di questa pianta, oggi sempre più utilizzata per gli oli essenziali, per l’uso nei cosmetici e nei profumi e anche per i detergenti.
Nella guida di oggi ci occuperemo proprio di come avviare una coltivazione di lavanda, un business e un’idea di impresa che possono davvero cambiare la nostra vita, sia sotto il profilo lavorativo, sia invece sotto il profilo personale.
Dove si può coltivare la lavanda?
Non possiamo sempre piegare sempre la natura al nostro volere. La buona notizia per chi vorrebbe avviare un’attività di coltivazione della lavanda è che può essere coltivata praticamente inoltre nel nostro paese. La coltivazione della lavanda in Italia è possibile in diverse regioni che offrono le condizioni climatiche e ambientali adatte alla crescita di questa pianta. Le aree più comuni per la coltivazione della lavanda sono:
- Val di Chiana, Toscana: Questa regione è famosa per i suoi vasti campi di lavanda, che creano uno spettacolare panorama colorato. Qui si trovano numerose aziende agricole dedicate alla coltivazione di lavanda e alla produzione di oli essenziali.
- Alta Provenza, Liguria e Piemonte: Queste regioni del nord Italia offrono terreni adatti alla coltivazione della lavanda. L’Alta Provenza, in particolare, condivide caratteristiche simili alle regioni francesi, dove la lavanda è coltivata in modo estensivo.
- Appennino Umbro-Marchigiano: Le zone montuose dell’Umbria e delle Marche offrono condizioni favorevoli per la coltivazione della lavanda. Qui, la coltivazione è spesso integrata con agriturismi e attività turistiche legate alla valorizzazione delle proprietà e dei prodotti della lavanda.
- Sicilia: Alcune zone della Sicilia, come la regione dell’Etna, sono adatte per la coltivazione della lavanda. Il clima mediterraneo e le temperature miti favoriscono la crescita della pianta.
Tuttavia, è importante considerare che la lavanda è una pianta che richiede terreni ben drenati, soleggiati e con poca umidità. Pertanto, è consigliabile effettuare un’analisi specifica delle condizioni del terreno e del clima nella zona di interesse prima di avviare una coltivazione di lavanda.
Qualche dato sulla lavanda
La lavanda è una delle piante maggiormente utilizzate dall’uomo sin dall’antichità. Se ne conoscono ormai dai tempi antichi le proprietà antisettiche, nonché lenitive, antiemetiche, vasodilatatorie e anche antibatteriche.
Viene utilizzata sia in forma di olio essenziale (ed è il più utilizzato in questa forma nell’industria dei profumi), sia in forma essiccata.
È inoltre utilizzata anche in aromaterapia a scopo di antidepressivo, nonché anche di tranquillante ed equilibrante.
I fiori di lavanda poi sono utilizzati da sempre anche essiccati, perché al contrario della stragrande maggioranza dei fiori, non perdono molto del loro profumo dopo che vengono essiccati.
Per quanto riguarda il mercato e limitatamente agli oli, parliamo di un mercato multimilionario e in costante crescita in tutti i continenti. Nei soli USA, il mercato dell’olio essenziale vale oggi oltre 100 milioni di dollari ed è prevista una crescita ulteriore del 30% entro il 2024.
Numeri simili si hanno poi in Europa, dove appunto il mercato della lavanda è in costante crescita e dove sempre più imprenditori scelgono di dedicarsi alla coltivazione della lavanda a scopo commerciale.
Ci sono requisiti specifici?
No. Tutti possono cimentarsi con la coltivazione della lavanda, senza che appunto ci siano limiti e licenze di sorta.
Quello che però ci teniamo a sottolineare è che, come per ogni impresa, dotarsi di una certa preparazione è sicuramente il primo passo per avere successo.
Sia che non si abbia alcun tipo di esperienza pregressa in agricoltura, sia che invece si siano seguite coltivazioni per tutta la vita, è assolutamente necessario prepararsi un minimo alla coltivazione della lavanda, che, come tutte le altre specie, ha bisogno di cura particolari e specifiche.
Esistono sicuramente dei corsi, che vengono tenuti però in genere molto di rado e difficilmente vicino a casa. Ci sono poi soluzioni, delle quali parleremo più avanti, che possono farti diventare un imprenditore nel settore della coltivazione della lavanda con successo.
Costi per la coltivazione della lavanda e potenziali ricavi
Come ogni attività di impresa, anche la coltivazione della lavanda presenterà dei costi, che dovranno essere sostenuti per l’avvio dell’impresa e, in seconda fase, per l’operatività dell’azienda.
- Affitto o acquisto del terreno: a meno che tu non abbia già a disposizione un terreno sfruttabile per questo tipo di coltivazione, dovrai tenere conto del costo di affitto oppure della rata del mutuo per l’acquisto del terreno. Anche nel caso in cui fossi proprietario del terreno, l’affitto che potresti ricavarne (e che non ricavi, perché stai sfruttando tu il terreno) è tecnicamente un costo;
- Piantine da piantare: in questo caso i costi sono piuttosto bassi. Parliamo di 0,05 – 0,07 € per ogni piantina che va acquistata;
- Certificazioni eventuali: chi vuole certificarsi per la lavanda biologica dovrà sostenere i relativi costi.
Parlando di numeri, abbiamo un costo di impianto di circa 550 € per ettaro, ai quali vanno sommati i costi di trapianto di circa 500 euro per ettaro, nel caso in cui dovessimo comunque rivolgerci ad addetto.
La spesa per le piante stesse è di circa 5000 – 5500 € per ettaro, ai quali si vanno ad aggiungere i costi di concimazione, di 200 euro per ettaro e di raccolta, di circa 300 euro per ettaro.
I ricavi possono essere però importanti. Un ettaro di lavanda crea prodotto lordo per circa 40.000 / 45.000 euro per ettaro, somma che sarebbe facilmente farci rientrare del capitale investito,
L’iter burocratico
L’iter burocratico per l’apertura di un’impresa che coltiva lavanda non è molto complesso e coincide perfettamente con quello che è previsto per l’apertura di una azienda agricola, così come indicato dal D.Lgs. 99/2004.
Per ottenere lo status di azienda agricola (enormemente vantaggioso in termini fiscali e in termini di gestione) è necessario però:
- Generare almeno il 50% del reddito annuale tramite l’attività agricola
- Utilizzare almeno la metà del tempo di lavoro proprio nella medesima attività agricola
- Iscriversi alla cassa di previdenza sociale dedicata all’agricoltura
- Avere delle competenze specifiche in agricoltura: che possono essere maturate in un corso specifico o di laurea, oppure tramite il lavoro presso un’azienda agricola per almeno 3 anni, a prescindere dal ruolo.
Ricordati inoltre che specificatamente per le aziende agricole, i suddetti requisiti non devono essere rispettati da subito, ma piuttosto entro i primi due anni dall’apertura dell’attività.
È importante considerare che, al fine di mantenere lo status di azienda agricola, almeno il 50% del reddito deve derivare da tale attività.
Per aprire un’azienda agricola dedicata alla coltivazione di lavanda, ci poi altri tre passaggi fondamentali da seguire. Innanzitutto, è necessario aprire una Partita IVA per l’attività.
Successivamente, è importante registrare l’attività presso la Camera di Commercio per ottenere la necessaria documentazione legale. Infine, è necessario aprire le posizioni Inail e Inps per garantire la copertura assicurativa e previdenziale.
È opportuno notare che, sebbene l’iter burocratico per aprire un’azienda agricola possa essere abbastanza agevole, possedere un diploma o una laurea in Agraria, Agronomia o Scienze e Tecnologie Alimentari può sicuramente aiutare a navigare meglio nel complesso settore dell’agricoltura. Queste competenze specializzate offrono una solida base di conoscenze per gestire la coltivazione della lavanda in modo efficace e ottimizzare i risultati.
La tua regione può prevedere degli incentivi per l’imprenditoria giovanile o altri tipi di incentivi per l’attività agricola, che possono essere sfruttati per abbattere i costi di avviamento e di gestione.
Quanto si guadagna dalla coltivazione della lavanda?
I guadagni derivanti da una coltivazione di lavanda possono variare in base a diversi fattori. Innanzitutto, la dimensione dell’azienda e la quantità di terreno coltivato influenzeranno la produzione totale e, di conseguenza, i guadagni potenziali. Inoltre, la qualità della lavanda e il mercato di riferimento avranno un impatto significativo sui prezzi di vendita.
La lavanda è una pianta a ciclo annuale, quindi i guadagni possono essere ottenuti principalmente attraverso la vendita dei fiori e dei prodotti derivati come l’olio essenziale e i prodotti per la cura della pelle. Tuttavia, è importante tenere conto dei costi di produzione, tra cui le spese per le piante, l’irrigazione, la potatura, la raccolta e la lavorazione.
In media, un acro di terreno coltivato con lavanda può produrre da 300 a 1.000 chili di fiori, che possono essere venduti a un prezzo che varia tra i 5 e i 20 euro al chilo, a seconda della qualità e della destinazione del prodotto. Gli oli essenziali di lavanda possono essere venduti a un prezzo che va dai 30 ai 100 euro al litro, mentre i prodotti per la cura della pelle possono generare profitti ancora maggiori.
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• conoscere le leggi e le norme che regolano l’attività di coltivazione lavanda
• conoscere le licenze, le autorizzazioni e i requisiti necessari per diventare un’attività di coltivazione di lavanda
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• prevedere l’investimento d’apertura e i costi dell’attività di coltivazione lavanda
• conoscere le attrezzature e gli utensili che servono ad un’ attività di coltivazione lavanda
• progettare al meglio la propria una attività di coltivazione lavanda













