Come aprire una stazione di ricarica per auto elettriche

come aprire una stazione di ricarica

Aprire una stazione di ricarica per auto elettriche potrebbe essere un investimento imprenditoriale ottimale, soprattutto se si considerano i dati che abbiamo a supporto, che ci indicano lo stato di salute del mercato.

Il mercato della mobilità elettrica in Italia ha finalmente imboccato una traiettoria di crescita concreta. Lo dimostrano i numeri indicati da Motus-E: +77,7% di immatricolazioni full electric a marzo 2025 rispetto allo stesso mese del 2024, con una quota di mercato salita al 5,4%. In termini assoluti, nel primo trimestre del 2025 le auto elettriche registrate sono state oltre 23.000.

È un settore che ha iniziato ad assestarsi e ad attrarre capitali, reti in franchising, investitori attenti e imprenditori con visione.

Inoltre, la proposta normativa europea di estendere su tre anni gli obiettivi di riduzione delle emissioni CO₂ indica anche un cambio di passo strutturale. Nonostante l’Italia sia ancora distante dalle percentuali di penetrazione registrate da altri Paesi europei, il potenziale è sempre più alto.

E in questo scenario, chi decide di investire ora in una stazione di ricarica elettrica lo fa in una fase ancora accessibile e scalabile.

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Normativa e iter burocratico per aprire una stazione di ricarica auto elettriche

Per aprire una stazione di ricarica elettrica, l’aspetto normativo non può essere sottovalutato. Le disposizioni di riferimento sono contenute nel Decreto Ministeriale 3 agosto 2017, che disciplina la realizzazione delle infrastrutture destinate ai veicoli elettrici.

Si tratta di un quadro tecnico preciso, che richiede l’ottenimento di autorizzazioni comunali, la predisposizione di un progetto dettagliato e il rispetto dei requisiti urbanistici e di sicurezza.

L’iter prevede l’apertura di una partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, le comunicazioni a INPS e INAIL, la SCIA comunale e, ovviamente, l’allaccio alla rete elettrica.

La parte più critica è la fase progettuale: è necessario presentare una relazione tecnica e un progetto esecutivo che specifichi la tipologia delle colonnine, la capacità di erogazione, il sistema di gestione e monitoraggio e le modalità di pagamento.

Chi dispone di un’area privata già predisposta parte avvantaggiato, ma anche chi intende realizzare una nuova struttura può farlo, purché sia in grado di sostenere la parte iniziale dell’investimento e gestire le pratiche autorizzative con metodo.

Requisiti tecnici e location

Non esiste una regola unica su dove aprire una stazione, molto dipende dal modello di business e dal tipo di clientela che si intende intercettare. Le opzioni più ricorrenti sono: parcheggi pubblici e privati, stazioni di servizio tradizionali, aree commerciali, hotel, ristoranti, impianti sportivi, centri direzionali. In tutti questi casi, la logica è una: rendere la sosta utile.

Se il tempo della ricarica viene riempito da un servizio, un’attività o un’esperienza, il valore percepito dell’infrastruttura aumenta.

Il tipo di stazione varia a seconda dello spazio disponibile e della potenza della rete. Le soluzioni più diffuse sono:

  • Wallbox da parete (tipicamente da 7 o 22 kW), ideali per aree private e parcheggi aziendali;
  • Colonnine singole da 22 o 50 kW, adatte a parcheggi pubblici e zone commerciali;
  • Stazioni Fast o Ultra Fast (fino a 150 kW o oltre), dedicate ai nodi autostradali e alle grandi arterie di traffico.

Un errore comune è trascurare la flessibilità del sistema di pagamento. Le stazioni più competitive sono quelle che permettono transazioni con carte, app, QR code e, se possibile, anche abbonamenti o sistemi contactless integrati.

Quanto costa?

Entrare nel business delle colonnine di ricarica per auto elettriche richiede un investimento iniziale che può variare sensibilmente. A titolo orientativo:

  • Riqualificazione di una stazione esistente: 30.000–35.000 euro
  • Realizzazione di una nuova struttura: 50.000–70.000 euro
  • Fast charger con sistemi digitali avanzati: oltre 100.000 euro

Queste cifre includono l’acquisto delle infrastrutture, la posa in opera, l’impianto elettrico, il sistema di pagamento e il software di gestione.

Non sono invece comprese eventuali opere civili o di urbanizzazione (asfaltatura, recinzioni, illuminazione), che possono far lievitare i costi in modo rilevante.

È necessario redigere un business plan completo, che tenga conto non solo dell’ammortamento dell’investimento iniziale, ma anche della manutenzione ordinaria, dei costi energetici, dell’eventuale canone per l’utilizzo del terreno (in caso di affitto) e delle spese assicurative.

Guadagni

Il margine economico dipende da variabili precise: la quantità di energia erogata, la tariffa applicata, il numero di clienti giornalieri, la posizione, la concorrenza.

Una colonnina da 22 kW con una media di 10 ricariche al giorno (ipotizzando una media di 20 kWh per ricarica e una tariffa di 0,50 €/kWh) può generare circa 3.000 euro/mese di fatturato lordo.

A questo va sottratto il costo dell’energia (che può variare tra 0,15 e 0,25 €/kWh), oltre a oneri gestionali e fiscali. Un’installazione ben posizionata può raggiungere un break-even in 3–5 anni, soprattutto se si riesce a fidelizzare l’utenza o integrare l’offerta con servizi a valore aggiunto.

Più punti attivi si hanno, maggiore sarà l’efficienza gestionale e il potere contrattuale con i fornitori di energia e tecnologia.

Aprire una stazione di ricarica per auto elettriche in franchising

Aprire una stazione di ricarica per auto elettriche in franchising potrebbe essere la soluzione più semplice per riuscire ad accedere al settore con il supporto necessario sia per l’installazione della stazione di ricarica sia per quanto riguarda l’aiuto che si ottiene per la replicabilità dei modelli proposti, la formazione e il supporto tecnico.

Scegliere il franchising vuol dire accedere a un ecosistema imprenditoriale, in cui l’affiliato viene accompagnato nella scelta della location, nella progettazione dell’impianto, nella gestione operativa e nell’accesso a software e strumenti avanzati.

I principali franchising del settore propongono formule chiavi in mano, con investimenti mediamente inferiori rispetto all’apertura in autonomia, con costi a partire da 30.000 euro.

Offrono inoltre vantaggi in termini di marketing, convenzioni con fornitori, aggiornamenti normativi e accesso a piattaforme di prenotazione integrate.

Per un imprenditore alle prime armi o per chi desidera entrare nel mercato in modo rapido e assistito, è una soluzione altamente competitiva.

 

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