FAQ Franchising: Domande, Contratti e Affiliazioni

FAQ franchising
1. Introduzione al Franchising
2. Come avviare un’attività in franchising
3. Passaggi fondamentali
4. Supporto e Formazione
5. Gestione dell’attività
6. Aspetti Finanziari
7. Rischi e Chiusura

Introduzione al Franchising

1. Che cos’è il franchising?

Il franchising attuale lo conosciamo adesso, nasce nel 1929 con il lancio di un marchio in Francia del lanificio di Roubaix mentre negli Stati Uniti con il famoso marchio General Motors.

Questa origine europea e americana del franchising ha visto due vie di sviluppo. Principalmente questo sviluppo si è visto negli Stati Uniti negli anni ‘50 in concomitanza con la crescita del sistema di autostrade interstatali. Il successo di questo modello nel XX secolo ha permesso di constatare la sua attrattiva ed efficacia, soprattutto per la formula di affiancamento agli imprenditori che volevano mettersi in proprio.

Il franchising in Italia attualmente è una tipologia di contratto disciplinato dalla legge n. 129/2004, che prevede l’instaurazione di un rapporto tra affiliante e affiliato per la distribuzione commerciale di beni o servizi.

Il contratto di franchising prevede che il produttore, rivenditore o proprietario del brand in franchising conceda, in cambio di un corrispettivo, di far accedere alla propria catena di rivendita beni, produzione o offerta di servizi un altro soggetto indipendente, dandogli la possibilità di utilizzare il marchio e le proprie conoscenze, fornendogli anche un servizio di formazione e assistenza.

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2. Chi sono il franchisor e il franchisee?

Il franchisor è il titolare del marchio, del prodotto o dei servizi che vengono ceduti a una rete di affiliati per poterli commercializzare usando il suo know-how, attraverso la sua assistenza e usando i segni distintivi del marchio.

Il franchisee invece è colui che viene definito anche come affiliato e che sceglie di avviare un’attività di vendita di prodotti o di servizi usando il nome del marchio principale. Il franchisee firma un contratto con il franchisor per avviare la propria attività e deve rispettare sia gli standard sia i modelli di commercializzazione e gestione che sono decisi dall’affiliante.

La regolazione del rapporto tra franchisor e franchisee avviene attraverso un contratto che fissa diritti e doveri di entrambe le parti.

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3. Qual è la tendenza del mercato?

Il franchising in Italia è un comparto economicamente rilevante che attualmente rappresenta il 2% del PIL italiano. Nel corso del 2024 il mercato del franchising ha visto un aumento del suo giro d’affari complessivo del 10% con introiti complessivi pari a 34 miliardi di euro. I punti vendita in franchising sono aumentati del 7,6%, mentre gli addetti occupati nelle attività in franchising sono ben 35 mila unità. I dati sono stati rivelati dal Rapporto Annuale di Assofranchising, realizzato in collaborazione con Nomisma.

4. Quali sono le prospettive future del franchising?

A livello globale, il modello del franchising contribuisce in modo significativo al PIL di diversi paesi, principalmente occidentali. Sia in Europa sia negli Stati Uniti il trend del franchising è in forte espansione e lo sarà anche negli anni a venire. Infatti, attualmente il franchising a livello mondiale vale oltre 900 miliardi di dollari e le previsioni di crescita percentuale continua ad essere positive, basti vedere l’andamento degli ultimi anni con aumenti del giro d’affari del 10% (in Italia) e con un aumento degli addetti a livello globale del 6,3%.

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Come avviare un’attività in franchising

5. Quali sono i requisiti per aprire un franchising?

I requisiti per l’avvio di un’attività in franchising a livello legale sono legati esclusivamente alla procedura burocratica, che prevede: apertura della P.IVA; regolarizzazione delle posizioni INPS e INAIL; permessi per l’apertura di un’attività commerciale (SCIA da presentare al Comune di riferimento); permessi ASL e in caso di attività con la somministrazione di alimenti e bevande il corso SAB. In caso di vendita di alcolici, è richiesta anche la licenza Utf o Utif che viene rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Oltre ai requisiti di legge, bisogna considerare i requisiti richiesti dal franchisor. In questo caso, i requisiti previsti possono cambiare e andare da quelli morali fino a quelli professionali.

Leggi anche: Quali sono i requisiti per aprire un franchising

6. Quali sono i costi iniziali e le spese ricorrenti?

I costi iniziali per accedere al franchising possono essere differenti a seconda del marchio al quale si sceglie di affiliarsi. I franchisor possono richiedere ai franchisee di sostenere diverse spese o anche nessuna spesa iniziale a seconda del proprio modello di business.

In linea generale i costi iniziali che possono essere richiesti sono:

  • Fee d’ingresso al marchio: la fee d’ingresso è una somma che viene richiesta dal franchisor per accedere al know how e all’utilizzo del marchio. La fee d’ingresso può andare da cifre esigue pari anche a 100 euro e raggiungere fino ai 100 mila euro, a seconda della tipologia di attività che si sceglie di aprire.
  • Contributo per arredi e attrezzature: in base al franchising al quale ci si affilia è possibile che alla fee d’ingresso al marchio venga richiesto un ulteriore contributo economico, calcolato per Euro al MQ, che serve al pagamento di arredi e attrezzature.
  • Contributo pubblicitario: un contributo aggiuntivo che può essere richiesto sia inizialmente, sia durante il corso dell’attività, per l’impegno che il marchio detiene nella promozione del nuovo punto vendita.

Le spese ricorrenti in riferimento alla detenzione del franchising invece possono essere diverse. Per contratto il franchisor può richiedere il pagamento di Royalties mensili che vengono calcolate sulla percentuale del fatturato netto. Le royalties vengono corrisposte solo se previste dal contratto, per la percentuale richiesta questa può andare dall’1% fino al 5%.

Oltre alle spese legate al franchising tra le spese fisse vanno annoverate anche:

  • Affitto del locale
  • Contributi propri e dei dipendenti
  • Fornitura di prodotti
  • Pagamento delle tasse e del commercialista

Queste sono in totale le spese che si devono sostenere per l’avvio di un franchising.

Naturalmente, anche il franchisor deve sostenere delle spese per aiutare l’imprenditore ad avviare la sua attività. Spese che rientrano spesso nei costi che vengono richieste al franchisee mediante la fee d’ingresso. Le spese possono essere diverse a seconda dei servizi che il franchisor offre. Tra le principali ci sono:

  • Spese per la formazione del franchisee attraverso tutor e professionisti che si occupano di varie aree da quella di gestione dell’attività, marketing, gestione del personale, software e magazzino.
  • Spese per il marketing e per la nuova apertura del franchising: con investimenti in pubblicità online, pubblicità sui media tradizionali come radio e televisione, cartellonistica, volantini.
  • Spese per l’arredo del locale e le attrezzature: queste spesso vengono sostenute direttamente dal franchisor attraverso il pagamento della fee d’ingresso del franchisee. E servono per creare un’identità unica in ogni negozio del marchio.

Queste sono alcune delle spese che in genere i franchisor sostengono per aiutare i franchisee all’avvio della propria attività.

7. Come scegliere il franchising più adatto alle proprie esigenze? 

La scelta di un franchising adatto alle proprie esigenze richiede un’analisi attenta che si deve direzionare su diversi fattori quali: capacità economica, competenze pregresse in proprio possesso, settore di interesse, valutazione dei marchi in franchising.

In termini di capacità economica è necessario comprendere quali sono i costi che si possono sostenere per entrare nel settore del franchising. Bisogna considerare sia i costi richiesti per la fee d’ingresso, le royalties, le spese burocratiche e per la ricerca del locale, le proprie possibilità di finanziamento o quelle che sono offerte dal franchising.

Oltre agli aspetti economici è necessario valutare anche il settore nel quale si vuole accedere. In genere è consigliabile valutare sempre settori in cui si hanno delle esperienze pregresse o delle capacità affini alla tipologia di attività da gestire. Se non si ha alcuna esperienza pregressa nei settori tipici del franchising è possibile valutare quei marchi che offrono anche un’accurata formazione dell’affiliato.

La scelta del giusto franchisor richiede anche la raccolta di informazioni approfondite sul marchio. Attraverso portali specializzati nel settore del franchising è possibile conoscere in modo più approfondito i diversi marchi presenti in Italia, i costi d’ingresso richiesti, le royalties da corrispondere, e i servizi offerti da parte del franchisee.

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>8. Come capire il tipo di candidato che sta cercando il franchisor?

La figura che viene ricercata da parte del franchisor viene indicata nella maggior parte dei casi all’interno delle informazioni che vengono presentate sia sui siti istituzionali del marchio sia negli eventuali depliant pensati per l’affiliazione del franchisor. Inoltre, contattando il franchisor, il consulente del marchio in genere palesa in modo chiaro quali sono le caratteristiche personali, economiche e di capacità pregresse ricercate nel franchisee.

L’iter di selezione dei franchisee in ogni caso, è svolto sempre con profonda attenzione e con criteri, in genere molto rigidi, che servono per riuscire a mantenere la qualità della rete di affiliazione sempre in linea con i presupposti del marchio.

Le caratteristiche che possono essere ricercate da parte del franchisor sono diverse come ad esempio: capacità di problem solving, disponibilità economica, abilità organizzativa oppure in alcuni settori specifici potrebbe essere ricercata anche un’esperienza pregressa nel settore.

I passaggi fondamentali per avviare un’attività in franchising

9. Cosa prevede il contratto di franchising? 

Il contratto di franchising è un accordo con il quale l’impresa affiliante concede a quella affiliata, sotto corrispettivo, la facoltà di utilizzare il marchio e i diritti di proprietà commerciali per vendere sul mercato beni e servizi. Il contratto di franchising è bilaterale e al suo interno vengono definite tutte le regole che determinano i rapporti tra affiliante e affiliato e i diritti e doveri di franchisor e franchisee.

Il contratto di franchising viene realizzato solo in forma scritta e prevede:

  • Tipologia di know-how trasmesso dal franchisor al franchisee definendo quindi la tipologia di formazione che viene fornita all’affiliato e soprattutto in che modo questo know how viene trasferito all’affiliato.
  • Tipologia di corrispettivo richiesto al franchisee quali: fee d’ingresso e royalties da corrispondere al franchisor.
  • Tipologia di contratto e clausola di non concorrenza (se prevista dal franchisor)
  • Diritti di distribuzione del marchio, come ad esempio: uso dell’insegna, utilizzo del logo del brand, sfruttamento del marchio per pubblicizzare la propria attività.
  • Supporto fornito all’affiliato nel corso della gestione dell’attività.
  • Durata del rapporto contrattuale tra franchisor e franchisee
  • Definizione dei doveri del franchisee nel confronto del franchisor
  • Clausole per la dissoluzione del contratto prima della data prestabilita
  • Clausole per il rinnovo del contratto

Queste sono le voci più comuni che si possono trovare all’interno di un contratto di affiliazione tra franchisor e franchisee.

Leggi anche: Com’è il contratto di affiliazione commerciale in franchising?

10. Quali sono i diritti e i doveri del franchisee?

Gli affiliati devono seguire gli obblighi previsti dal contratto di affiliazione tra franchisor e franchisee, inoltre devono osservare due obblighi che sono specificati anche dalla Legge Italiana che regola questa tipologia di rapporto commerciale.

  • La prima è la Location Clause, prevista dall’articolo 5 della Legge 129/04. Questa prevede che l’affiliato non debba trasferire la sede indicata all’interno del contratto senza il consenso dell’affiliante.
  • La seconda è la clausola di riservatezza, sempre l’articolo 5 afferma: che l’affiliato si deve impegnare a osservare e far osservare ai propri dipendenti e collaboratori la riservatezza in termini del contenuto dell’attività in oggetto all’affiliazione.

Oltre a questi doveri previsti dalla legge, in genere ci sono altri obblighi che vengono definiti dal contratto e che si possono dedurre anche dal contenuto complessivo della Legge 129/04. Questi sono:

  • Obbligo di corrispondere le royalties come da contratto
  • Obbligo di conformità alle procedure e istruzioni fornite dal franchisor
  • Obbligo di non concorrenza: in genere (questo può cambiare tra i vari marchi in franchisor) i franchisee non possono aprire locali in franchising o privatamente che siano in diretta concorrenza con il franchising.
  • Obbligo d’acquisto esclusivo: in genere i franchisee devono rifornirsi attraverso il franchising o presso i fornitori del franchisor e non possono rifornirsi da soggetti terzi.

In linea generale questi sono i principali doveri del franchisor. Per quanto riguarda i diritti, in genere, questi sono definiti sia dal contratto con il franchising sia dalla Legge 121/04. Nello specifico tra i diritti del franchisee ci sono:

  • Obbligo di ricevimento dei segni distintivi del marchio
  • Ottenimento della formazione e del know-how da parte del brand in franchising
  • Ricevere assistenza in caso di bisogno di supporto durante l’apertura e la conduzione dell’attività
  • Esclusiva territoriale (se questa è prevista dal contratto)
  • Accesso alla rete di promozione pubblicitaria della rete se esistente

Queste sono le regole principali che determinano i diritti e i doveri del franchising.

11. Quali sono le principali clausole da considerare in un contratto di franchising?

All’interno di un contratto di franchising tutte le regole, diritti e doveri del marchio devono essere seguiti senza esclusione. Tra le clausole più importanti per il franchisee ci sono: precisione nei pagamenti delle royalties, clausola di non concorrenza, rispetto dei doveri imposti dal franchisee, non cambiare la location dell’attività senza informare il franchisor.

Nel dettaglio in un contratto di franchising possiamo identificare alcune voci che sono sempre presenti quali:

Il passaggio del know how dal franchisor al franchisee, dei segni distintivi del marchio (logo e colori); assistenza tecnica e assistenza a livello commerciale.

Esclusività: una pattuizione presente all’interno dei contratti è l’esclusiva, questa calusa obbliga o solo uno oppure entrambi i soggetti, ossia l’affiliato e l’affiliante, a non chiudere dei contatti con terze persone per determinate prestazioni quali la vendita dei beni, l’apertura di altri punti vendita nella stessa zona (in questo caso si tratta di una clausola solo per il franchisor).

Non concorrenza: il franchising prevede che all’affiliato vengano trasmesse formazione e know-how. Per questo motivo spesso al franchisee è impedito impiegare queste conoscenze, mentre si trova sotto contratto con il marchio, per aprire un negozio o attività con un marchio personale nello stesso campo con la quale ha avviato la sua attività in franchising. Il patto di non concorrenza ha una durata specifica e fa riferimento al periodo in cui vige il contratto tra franchisor e franchisee. In alcuni casi però ci sono clausole che allungano questo periodo per alcuni anni anche dopo la chiusura del contratto tra le due parti.

Durata: il contratto di franchising viene stipulato in diverse modalità. In genere si tratta di una stipula a tempo determinato che ha una scadenza specifica. Di prassi la durata minima di un contratto deve essere di tre anni, ma può in alcuni casi essere superiore o inferiore. Ci sono casi in cui il contratto è a tempo indeterminato quindi non ha una durata limite o termini di scadenza, fino a quando una delle due parti non rescinde il contratto.

Fee e Royalties: nel contratto di franchising, il franchisor deve sempre evidenziare in modo chiaro sia qual è l’importo della fee d’ingresso se presente sia qual è l’importo delle royalties mensili o annuali da corrispondere. Inoltre, il contratto obbliga il franchisee a corrispondere le somme richieste pena l’annullamento del contratto, la rescissione e in alcuni casi anche la richiesta di un indennizzo superiore per mancati pagamenti.

Acquisto minimo di beni: in alcuni contratti di franchising, come quelli che concernono la distribuzione di beni c’è un minimo quantitativo che bisogna acquistare nel corso dell’anno a un prezzo in genere prestabilito. In questo caso, il franchisor può imporre un prezzo d’acquisto mentre il franchisee può creare il suo guadagno mediante il ricarico sul prezzo pagato.

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12. Quanto dura un contratto in franchising?

La durata del contratto in franchising dipende dal marchio con il quale si sceglie di affiliarsi. Un contratto in franchising, infatti, può avere una durata minima di 12 mesi, per raggiungere anche una durata di 20 anni. Valutare la lunghezza del contratto e la politica di rinnovo è molto importante per ogni franchisee che vuole aprire un’attività in franchising.

13. Si può recedere dal contratto prima?

I contratti di affiliazione in franchising prevedono la possibilità di recesso dal contratto. Ogni marchio può decidere le clausole di recesso del contratto anticipato. In genere, per riuscire a recedere dal contratto è necessario pagare una penale il cui ammontare dipende dal marchio al quale ci si è affiliato. In ogni caso la cessione del contratto deve essere svolta seguendo le regole imposte dal franchisor, altrimenti si potrebbe rischiare una causa legale per mancanza osservanza dei diritti del franchisor.

14. Cosa sono le royalties?

Le royalties rappresentano la somma che il franchisee deve corrispondere al franchisor che gli ha ceduto i diritti di commercializzazione di prodotti e servizi. Le royalties possono essere richieste dal franchisor su base mensile o annuale. In entrambi i casi, l’ammontare delle royalties viene corrisposta dal franchisee in forma percentuale con un calcolo che viene svolto sull’importo del fatturato netto dell’attività.

15. Cosa s’intende per fee iniziale?

La fee d’ingresso è il compenso iniziale che viene richiesto da parte del franchisor al franchisee per dargli il diritto di avviare una propria attività con il marchio del franchising prescelto. L’importo serve per dare al franchisee l’accesso alle risorse del brand, al suo know-how alla formazione, e in alcuni casi anche ai software, gli arredi e una prima fornitura da parte del marchio.

16. Quali sono i costi?

I costi del franchising sono definiti da fattori quali: fee d’ingresso, royalties, spese per gli arredi e la ristrutturazione del locale, spese per l’affitto o l’acquisto di un locale, spese per il personale. I costi per accedere a un marchio in franchising, dunque, non si possono definire in modo specifico, dato che cambiano dal marchio prescelto. In media, ci sono franchising che permettono di accedere al marchio anche con poche centinaia di euro e raggiungere anche migliaia di euro.

Supporto e Formazione

17. Come funziona il business plan del franchising?

Il business plan del franchising è uno strumento che mette a disposizione dell’affiliato una descrizione accurata dell’attività condotta dal marchio nel corso degli anni e tutto il suo know-how in termini di gestione di un’attività redditizia.

Nel business plan del franchising, dunque, si accede a tutte le conoscenze del marchio attraverso un documento che raccoglie delle specifiche informazioni quali:

  • Descrizione dell’attività.
  • Descrizione del marchio, della sua vision e del suo business core.
  • Descrizione degli utenti in target e del cliente tipo.
  • Definizione del modello di business e delle diverse opportunità di monetizzazione attraverso la vendita di prodotti o servizi del marchio.
  • Definizione di un modello finanziario che rende conto delle spese iniziali e di come rientrare dell’investimento nel corso di un periodo specifico.
  • Tipologie di investimento e possibilità di richiedere supporto finanziario a banche ed enti di finanziamento.

Il business plan è uno strumento molto importante che aiuta i franchisee sia a comprendere il modello di business del marchio sia a ottenere il giusto supporto informativo e professionale per l’avvio della propria attività.

18. Che tipo di supporto offre il franchisor ai nuovi affiliati?

Il supporto che possono fornire i franchisor ai loro nuovi affiliati può variare sulla base del contratto di affiliazione, al settore di appartenenza del marchio e ai servizi caratterizzanti l’attività. In ogni caso, ci sono delle attività di supporto che sono comuni alla maggior parte dei marchi in franchising, queste sono:

  • Supporto nell’identificazione della sede e del locale migliore per aprire la propria attività
  • Aiuto nell’identificazione delle opzioni migliori per il finanziamento finalizzato al sostentamento delle spese per l’avvio dell’attività
  • Formazione: la formazione è un servizio pensato per il supporto degli affiliati e insegnargli in modo corretto come gestire l’attività.
  • Supporto per identificare le modalità operative del franchising e istruzioni per fornire un servizio ottimale alla clientela.
  • Accordo quadro: un supporto che permette agli affiliati di ottenere degli accordi quadro con specifici fornitori di servizi o prodotti.
  • Attività di marketing e pubblicità: sono componenti spesso presenti perché agevolano l’ingresso sul mercato, oltre ad essere determinanti per il marchio al fine di crescere e trovare nuovi affiliati.

Sono previsti programmi di formazione per i franchisee?

Si la maggior parte dei marchi in franchising prevede dei programmi di formazione per i franchisee. La formazione è un vantaggio sia per il franchisor sia per gli affiliati. In quanto attraverso questi programmi il franchisor si assicura che l’affiliato sia in grado di comprendere effettivamente come gestire l’attività e quali sono le modalità operative per i servizi o prodotti che fornisce al cliente.

Oltre alla formazione iniziale per il franchisor ci sono anche attività formative continue che servono a garantire sia il mantenimento sia il raggiungimento dei giusti standard di qualità, facendo conoscere anche eventuali innovazioni sui prodotti o i servizi che si possono offrire, oppure fornire informazioni su nuove attrezzature o sui software che vengono integrati in azienda.

Esistono diverse modalità di formazione quella in aula: che prevede si segua il corso in un centro di formazione aziendale o accreditato dall’azienda e la formazione in store che invece viene eseguita direttamente all’interno di un negozio o sede del marchio per riuscire ad acquisire le giuste competenze per la gestione e lo sviluppo del business.

19. Come viene gestita l’assistenza operativa e commerciale?

Tutti i franchisee oltre ad essere formati adeguatamente da parte del franchisor, ottengono anche un’assistenza sia a livello operativo sia commerciale. Le aziende in franchising forniscono agli affiliati un manuale operativo che contiene tutte le informazioni necessarie per la gestione dell’attività, con tutti i consigli per interfacciarsi con la clientela e per la produzione (nel caso di attività come, ad esempio, quelle nell’ambito della ristorazione), inoltre nel manuale operativo ci sono le informazioni anche per la gestione del magazzino, l’uso dei software gestionali, gestione dei fornitori. Infine, i franchisor prevedono spesso un numero di assistenza al franchisee e un punto di riferimento aziendale al quale poter porre domande in caso di dubbi o difficoltà durante la gestione dell’attività.

20. Il franchising deve occuparsi della promozione? Se sì come saperlo?

I franchisor in genere prevedono attività delle attività di marketing dedicate alla promozione del marchio a livello nazionale e locale. La garanzia delle attività di marketing e promozione si ha nel momento in cui queste sono inserite all’interno del contratto tra franchisor e franchisee. Inoltre, nella maggior parte dei casi, quando il franchisor si occupa della promozione, l’affiliato deve pagare una royalties aggiuntiva per il marketing che può andare da un minimo dell’1% fino al 4% sul fatturato netto. Quindi per sapere se il franchising si occupa della formazione basta semplicemente leggere il contratto siglato con il franchisor.

Leggi anche: Cosa devi sapere sul contratto di franchising

Gestione dell’attività

21. Quali sono le responsabilità quotidiane di un franchisee?

Un franchisee ha delle responsabilità nei confronti dell’attività che gestisce. Tra le principali, definite sempre all’interno del contratto di affiliazione, si possono identificare responsabilità quali:

  • Rispetto degli standard di qualità e del servizio clienti previsto dal franchisor.
  • Rispetto degli orari di apertura e chiusura previsti con il marchio.
  • Rispetto della normativa legale. Ad esempio, a livello giornaliero è necessario: inviare i corrispettivi all’agenzia delle entrate, fare il prelievo delle temperature (per le attività nell’ambito della ristorazione).
  • Rispetto degli standard di igiene e pulizia previsti dal marchio.

Bisogna, dunque, rispettare tutte quelle normative previste dalla legge e tutti gli obblighi previsti dal contratto di franchising che permettono al marchio di mantenere elevati gli standard di qualità in tutte le sedi.

22. Cos’è il manuale operativo nel franchising?

Il manuale operativo nel franchising è previsto dalla Legge 129/04 ed è obbligatorio. Questo definisce al suo interno tutte le conoscenze pratiche che derivano dalle esperienze e dalle prove che sono state eseguite da parte dell’affiliante, ossia al suo interno è presente tutto il know-how del marchio. Il contenuto del manuale operativo, naturalmente, può variare sulla base del marchio in franchising, ma in genere questo prevede un volume unico (o più volumi se necessari) suddivisi in aree di attività quali: marketing, vendita, risorse, software, gestione della clientela, preparazione dei prodotti, fornitura di servizi. Inoltre, viene descritto in concreto cosa deve fare ogni singolo operatore del punto vendita.

Leggi anche: manuale operativo

24. Come gestire il personale in un’attività in franchising?

Il personale di un’attività in franchising deve essere gestito nel rispetto della politica aziendale che si può rintracciare all’interno del manuale operativo. In linea generale, i marchi in franchising richiedono all’affiliato che il personale all’interno dello store goda, naturalmente, di tutti i diritti previsti dalla legge e al contempo rispetti i doveri imposti dal datore di lavoro. Il personale, dunque deve avere: la corretta formazione per operare all’interno dello store; deve avere gli giusti strumenti per operare e svolgere i propri compiti nel punto vendita; deve avere un contratto regolare e rispettare l’orario che viene imposto dal datore di lavoro.

25. Quali strumenti di marketing e promozione sono disponibili per i franchisee?

Ogni franchisor ha degli strumenti di marketing e promozione specifici che utilizza per promuovere il marchio sia a livello locale sia nazionale. Nel dettaglio il marketing operativo attuato da parte del franchising si concentra sull’attrarre l’attenzione dei consumatori con l’obiettivo di riuscire ad aumentare le vendite, supportare al meglio l’attività dei franchisee esistenti, riuscire a migliorare le prestazioni di ogni singola sede della rete.

Il marketing operativo del franchising include attività quali:

  • Pubblicità sia a livello locale sia nazionale
  • Campagne di promozione cartacea (es volantini e cartellonistica)
  • Promozione sui social media
  • Promozioni svolte su misura per dei mercati specifici
  • Pubblicità televisiva e in radio

Inoltre, le attività di marketing operativo prevedono eventi di promozione specifici pensati per attrarre l’attenzione su offerte limitate per uno specifico periodo o in una specifica zona territoriale.

Aspetti Finanziari

26. Quali sono le fonti di finanziamento disponibili per aprire un franchising? 

I finanziamenti per aprire un franchising possono essere diversi tra loro, le principali fonti di finanziamento attualmente accessibili sono:

  • Prestiti personali
  • Prestiti per le piccole e medie imprese
  • Mutuo chirografario (accessibile con un business plan dedicato)
  • Finanziamenti forniti direttamente dal franchising che si appoggia a un ente bancario specifico
  • Noleggio operativo (permette di finanziare l’acquisizione di attrezzature e mobilio attraverso il supporto del franchising che ha fatto un accordo quadro con un ente finanziario)
  • Accesso a bandi a livello statale, regionale oppure europeo.

Ad esempio, sono disponibili su Invitalia diversi bandi che agevolano l’imprenditoria anche in franchising, come ad esempio, il bando Resto al Sud.

Leggi anche: Finanziamenti e Bandi Franchising

27. Esistono agevolazioni fiscali per i franchisee? 

Le agevolazioni fiscali per i franchisee possono essere accessibili nel momento in cui si partecipa a specifici bandi che offrono prestiti a un tasso d’interesse ribassato per l’avvio di un’attività o bandi che permettano di ottenere una parte del finanziamento a fondo perduto. Il consiglio è di consultare sempre: i siti ufficiali della propria regione di appartenenza o il sito di Invitalia o dell’Unione Europea, dove si possono vedere gli eventuali bandi attivi che forniscono un’agevolazione fiscale al franchisee.

Rischi e chiusura

28. Quali sono i principali rischi associati al franchising?

Il franchising è un’attività che non è una formula di successo sicuro, ma sicuramente è un supporto che l’affiliato ha sia in fase di apertura sia durante la gestione dell’attività. Tutti gli affiliati dunque, sono imprenditori commerciali a tutti gli effetti e dunque sono soggetti al cosiddetto rischio d’impresa. Il rischio d’impresa determina tutti quei rischi per il quale l’imprenditore non riesca a ricavare un profitto o vada incontro a delle perdite economiche. Quindi anche in franchising si sta gestendo un’attività commerciale che dipende anche dalle capacità dell’affiliato, dalle condizioni del mercato in cui si opera e dal proprio impegno personale.

29. Come uscire da un contratto di franchising in caso di necessità?

Il recesso in un contratto di franchising è la clausola che permette di chiudere anticipatamente il rapporto con il marchio ossia con il franchisor. Le clausole di recesso sono al quanto stringenti per il franchisee in quanto trattandosi di un contratto a tempo determinato la legge prevede che la durata minima del rapporto duri 3 anni prima di poter recedere dal contratto. Per questo motivo il franchisor che vuole recedere dal contratto deve ricordare questa legge e al contempo deve ricordare che è necessario dare un preavviso al franchisor al fine di permettergli di ammortizzare gli investimenti, pena altrimenti l’illegittimità del recesso.

Il franchisee in genere è vincolato, dunque, dal contratto per tutta la durata del periodo di affiliazione a meno che non vi siano appunto delle clausole per il recesso subordinatamente al presentarsi di determinate situazioni limite che permettono di recedere da questo anche senza preavviso. Se non si rientra nelle situazioni previste dal contratto, il recesso non può essere fatto a meno che non si paghi una penale. Inoltre, in caso di inadempienza del contratto il franchisor può richiedere oltre alla penale anche il pagamento di eventuali danni materiali al marchio e all’attività per lucro cessante e danno emergente.

30. Si può cedere un’attività in franchising a una terza persona?

L’attività in franchising, generalmente, non può essere ceduta a una terza persona a meno che non si presentino delle situazioni limite (che devono comunque essere previste dal contratto tra franchisor e franchisee). Ad esempio, il franchising potrebbe accettare la cessione dell’attività a un terzo soggetto in caso di indisponibilità per malattia prolungata o disabilitante del proprietario attuale o in caso di trasferimento dovuto a cause di forza maggiore, o in caso di raggiungimento dell’età pensionabile. La cessione del franchising a una terza persona, in ogni caso, deve essere svolta nel rispetto del contratto siglato dalle parti e può essere fatto solo ed esclusivamente se la casa madre, ossia il franchisor, acconsente al passaggio a terzi della propria attività.

31. Può essere il franchisor ad annullare il contratto?

Il franchisor può annullare il contratto con il franchising solo nel caso in cui l’affiliato non rispetti le regole presenti nel contratto di affiliazione. Nello specifico il franchisor può annullare il contratto se: l’affiliato non paga le royalties dovute al marchio; l’affiliato non paga i fornitori e causa un danno d’immagine al marchio; l’affiliato non paga i dipendenti; l’affiliato non rispetta le procedure operative del marchio; l’affiliato apre un’attività personale in diretta concorrenza con quella del franchising con il quale si è siglato l’accordo; l’affiliato svolge attività illegali all’interno della sede operativa dell’attività. In tutti questi casi, e in altri che in genere sono inseriti all’interno del contratto e che possono dunque cambiare sulla base del marchio.

In generale, dunque, la cessione del contratto di franchising necessita del consenso da parte dell’affiliante a meno che non indicato in modo differente all’interno del contratto di affiliazione.

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