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Ha chiare origini francesi il termine “bistrot” (o bistrò) che, in origine, andava a contrassegnare un’osteria. Nel tempo tale parola ha iniziato a essere utilizzata anche per i piccoli caffè, o per quelle caffetterie, capaci di offrire al pubblico una forma di ristorazione veloce e, al tempo stesso, minimale.
Dato il numero elevato di persone abituate a mangiare fuori, l’apertura di un’attività di questo tipo può costituire un’idea vincente.
Nella realtà attuale italiana hanno fatto la loro apparizione anche bistrot aperti con la formula del franchising. Ecco alcune utili indicazioni per mettersi in gioco con un’attività moderna molto apprezzata nella nostra penisola.
Requisiti da soddisfare per l’apertura di un bistrot
I principali requisiti normativi sono i medesimi previsti per altre attività di somministrazione di alimenti e bevande (anche alcoliche) al pubblico.
Ecco allora la necessità di aprire la Partita Iva, di procedere all’iscrizione al Registro delle Imprese e della comunicazione di Inizio Attività (da inoltrare al Comune in cui si trova il locale).
Occorrerà anche mettere a norma i locali in termini di agibilità, destinazione, sicurezza e urbanistica. Il rispetto delle norme igieniche prevede il rilascio del nulla osta sanitario Asl e la presenza di una canna fumaria. Indispensabili sono gli attestati SAB (o un titolo equivalente) ed HACCP (sia per il titolare che per il personale). Fanno parte dei requisiti anche l’ottenimento del permesso per affiggere l’insegna, la somministrazione di bevande alcoliche, e la diffusione della musica nel bistrot (pagamento dei diritti SIAE).
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La location perfetta
Da scegliere con attenzione è certamente la location. In genere, i bistrot dispongono di una metratura minima che, a seconda dei casi, è compresa tra i 50 e i 100 metri quadrati. Ovviamente, tale scelta dovrà essere compiuta tenendo conto del budget disponibile. Il locale dovrebbe posizionarsi in una zona frequentata dal target di riferimento, ma non avere un costo eccessivo (acquistato o affittato che sia).
Il locale perfetto dispone di un layout accattivante agli occhi dei suoi avventori. A promuovere la nuova attività saranno delle mirate iniziative promozionali. È possibile optare sia per la promozione online (ad esempio avvalendosi di post sui canali social) e offline (organizzando serate-evento o prevedendo un’inaugurazione iniziale).
Utile, per farsi conoscere, è l’attivazione dei servizi di take away (sarà il cliente a ritirare gli ordini presso il bistrot) e delivery (la consegna a domicilio).
Ambiente e atmosfera: un locale informale e accogliente
Chi approda in un bistrot è certo di trascorrere del tempo in un ambiente informale, stuzzicando qualcosa “di veloce” senza rinunciare alla qualità. Ecco perché molti ritengono i bistrot l’opzione ideale per una colazione, un pasto tra un impegno di lavoro e l’altro o una pausa caffè. Altri approfittano di tali locali per rilassarsi con un brunch domenicale, o con un aperitivo serale in compagnia. L’atmosfera dovrà essere molto amichevole, favorendo incontri e conversazioni. C’è anche chi nei bistrot ama lavorare al Pc o studiare mentre sorseggia una bevanda calda.
Cosa è offerto dal menù?
Il menù di un bistrot è sicuramente più limitato di quello di un ristorante tradizionale, ma le pietanze sono in genere di qualità elevata.
Vengono inoltre proposti prodotti tipici del luogo e una buona selezione di vini sfusi, in bottiglia o al calice, birre (alla spina o artigianali) e una serie di taglieri (con salumi, formaggi e verdure varie). Diversi sono i prodotti di caffetteria o pasticceria presenti. Fanno parte dei primi non solo varietà di caffè e the, ma anche caffè aromatizzati, frappuccini e, da qualche tempo, bubble tea e bubble drink.
Ad arricchire ulteriormente i menu dei migliori bistrot sono piatti facili da preparare e da consumare per colazione, pranzo o cena: panini imbottiti, piatti freddi, primi di pasta e prodotti da forno dolci o salati.
Avviare un bistrot in franchising per ridurre i costi
Aprire un bistrot in franchising rende i vari passaggi descritti in precedenza più semplici da completare. Essenziali sono le analisi di fattibilità, lo studio del mercato locale e della concorrenza, la scelta del target, la redazione di un piano economico-finanziario e del “business plan”. La casa madre offre supporto costante, garantendo assistenza qualificata e professionale. Il franchisor interverrà sia nella fase iniziale (ad esempio aiutando nell’analisi del mercato e della concorrenza) che nella successiva gestione. Farà previsioni sui ricavi e sui tempi necessari per rientrare nell’investimento e definirà il target. La casa madre penserà anche a organizzare corsi di formazione, sia teorici che pratici. Provvederà, infine, alla scelta delle migliori strategie promozionali e di comunicazione, e alle strategie di prezzo.
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