Come aprire una ghost kitchen in franchising

ghost kitchen

Negli ultimi anni, in Italia ha preso piede una nuova tipologia di attività ristorativa che, sebbene già consolidata all’estero, rappresenta una novità per il nostro Paese: le ghost kitchen.

La crescente digitalizzazione, il cambiamento nelle abitudini dei consumatori e il consolidamento delle consegne a domicilio hanno contribuito al successo delle cosiddette cucine fantasma.

Ma cosa significa esattamente aprire una ghost kitchen, e come si può fare in franchising? Scopriamolo insieme.

► Guarda i migliori franchising nel settore ristorazione

►Consulta la lista con tutti i franchising

►Qui trovi una lista delle attività da aprire

Il Mercato delle Ghost Kitchen

Le ghost kitchen sono ristoranti virtuali che non dispongono di un locale aperto al pubblico. Operano esclusivamente tramite cucina o laboratorio di produzione dove vengono preparati i piatti per la consegna a domicilio.

La crescita di questo settore in Italia è stata alimentata dalla maggiore attenzione verso le tecnologie digitali e il delivery, che sono diventati pilastri fondamentali dell’economia ristorativa.

Nel 2023, il mercato del delivery ha raggiunto un valore pari a 1,8 miliardi di euro, e secondo l’analisi del The European House-Ambrosetti, ad usufruire di questo servizio sono ormai il 71% delle persone che abitano in Italia.

Inoltre, in generale il mercato della ristorazione come riportato dall’ultimo report 2024 di Fipe ha un giro d’affari di 54 miliardi di euro, con un aumento dei profitti dal periodo pre-covid pari al 3,9%.

Come dimostrano i dati, il mercato delle ghost kitchen è florido ed è in costante crescita, sia perché le abitudini di consumo degli italiani stanno cambiando sia perché i prodotti offerti da queste entità sono di buona qualità e soddisfano il palato dei consumatori.

Normativa e Iter

Aprire una ghost kitchen richiede l’adempimento di specifiche normative igienico-sanitarie, essendo classificate come “attività di ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto“.

Secondo il Regolamento CE n. 852/2004, è necessario garantire il massimo livello di igiene e sicurezza per tutti gli alimenti preparati.

Gli impianti e le attrezzature devono essere conformi alle norme, il personale deve possedere le qualifiche necessarie e devono essere ottenuti i nulla osta dall’ASL.

Inoltre, gli alimenti devono essere trasportati in contenitori igienizzabili, rispettando le temperature di conservazione indicate dalla normativa. Il rispetto di queste regole è monitorato dall’Operatore del Settore Alimentare (OSA), che può intervenire in caso di non conformità.

Oltre a tutte le normative igieniche e per il trasporto degli alimenti bisogna considerare anche la necessità di svolgere correttamente il percorso burocratico per l’apertura della propria attività.

Questo prevede:

  1. Apertura della Partita IVA e iscrizione al Registro delle Imprese
  2. Iscrizione all’INPS e all’INAIL per la previdenza e per la sicurezza sul lavoro
  3. Certificazione HCCP per la manipolazione degli alimenti
  4. SCIA per sottoscrivere al comune di riferimento l’inizio dell’attività lavorativa

Attraverso questi passaggi burocratici è possibile avviare la propria attività nel settore della ristorazione con una ghost kitchen che può essere aperta in un locale apposito oppure in una zona preposta della propria abitazione a patto che si seguano tutte le normative ASL e igieniche previste dalla normativa attuale.

Vantaggi

Aprire una ghost kitchen presenta numerosi vantaggi rispetto ai ristoranti tradizionali. Innanzitutto, i costi di gestione sono significativamente inferiori, poiché non è necessario un locale per la somministrazione al pubblico, e quindi è possibile trovare un locale più piccolo o come detto sopra, predisporre una zona della propria abitazione al fine di procedere alla realizzazione dei piatti.

La ghost kitchen consente inoltre di adattarsi rapidamente alle mutevoli esigenze del mercato, sfruttando il potenziale delle consegne a domicilio. Inoltre, si possono preparare non solo piatti per il consumo familiare, ma si possono gestire anche attività extra come quelle dedicate al catering.

Tra i costi che si abbattono ci sono anche quelli del personale. Infatti, in una ghost kitchen è possibile avere dei collaboratori, ma non è necessario avere del personale addetto al ricevimento delle persone e dei camerieri, riducendo notevolmente i costi complessivi per i dipendenti.

Infine, le ghost kitchen sono un fenomeno in ascesa come si denota dagli ultimi dati del mercato, quindi potrebbero essere un ottimo investimento per soddisfare le esigenze dei consumatori e distinguersi da altre attività della ristorazione.

Costi

L’apertura di una ghost kitchen richiede un investimento iniziale variabile, ma generalmente si parte da circa 10.000-30.000 euro. I costi variano anche a seconda che si scelga di avviare l’attività da soli oppure con il supporto di un franchising che permetterebbe d’integrare il discorso della consegna a domicilio all’attività aperta al pubblico, con un marchio noto ed assistenza. Con il supporto di un franchising in generale si accede al supporto di professionisti che forniranno tutto il necessario per aprire l’attività a un prezzo chiaro che prevede una fee d’ingresso ed eventuali royalties mensili o annuali da corrispondere al marchio.

Infatti, se si opta per aprire in solitaria, sicuramente i costi saranno superiori in quanto ci si dovrà occupare di ogni aspetto in autonomia e senza assistenza.

Guadagni

I guadagni di una ghost kitchen dipendono da vari fattori, tra cui la qualità del servizio, l’efficacia delle strategie di marketing e la gestione operativa. Grazie alla riduzione dei costi di gestione e all’ottimizzazione delle risorse, una ghost kitchen può generare margini di profitto interessanti. L’utilizzo di tecnologie avanzate per la gestione degli ordini e la logistica delle consegne può ulteriormente incrementare l’efficienza e, di conseguenza, i ricavi. In media, se si lavora bene e si inizia ad avere un buon giro di clientela è possibile partire con guadagni che vanno dai 3000 euro mensili in su.

Franchising Ristorazione

Il franchising rappresenta un’opportunità interessante per chi desidera aprire una ghost kitchen. I network di franchising offrono un format chiavi in mano, che include formazione professionale, assistenza completa e un sistema di business collaudato.

Gli affiliati possono così beneficiare del know-how e del marchio consolidato del franchisor, riducendo i rischi associati all’avvio di una nuova attività. In Italia, i primi network di franchising di ghost kitchen stanno già riscuotendo successo, permettendo agli imprenditori di entrare in questo mercato in crescita con il supporto di aziende esperte.

Aprire una ghost kitchen in franchising consente di avvalersi di un modello di business testato, che include strategie di marketing e comunicazione efficaci, strumenti tecnologici avanzati e un’ampia rete di supporto.

Gli affiliati possono così concentrarsi sulla gestione operativa e sul servizio ai clienti, mentre il franchisor fornisce il necessario supporto per garantire il successo dell’attività.

Oltre a valutare l’apertura di una ghost kitchen, nelle categorie dedicate ai ristoranti in franchising è possibile trovare anche altre soluzioni interessanti come, ad esempio, quelle dedicate al fast food, all’avvio di ristoranti giapponesi oppure per l’apertura di ristoranti della tradizione come le pizzerie che riscuotono sempre un ottimo successo.

In genere, con il franchising ristorazione, con un investimento iniziale più contenuto si ha la possibilità di avviare un’attività nel settore rispondendo al meglio alle esigenze e agli interessi attuali dei consumatori.


Potrebbe interessarti anche:

> Food delivery app: come funziona e i guadagni

> Aprire un fast food in franchising: quali sono le chiavi del successo?

> Come aprire un Franchising di sushi e Ristorante di pesce?

> Come aprire una vera pizzeria napoletana in franchising

 

 

Hai bisogno di assistenza? Contattaci